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Mascherine chirurgiche

Dall’inizio della pandemia ad oggi le mascherine chirurgiche sono ormai divenute di uso comune e familiari a tutti. Quello che inizialmente veniva visto e percepito come uno strumento di lavoro di esclusivo appannaggio di certe categorie di professionisti (operatori sanitari), oggi è diventato uno dei nostri migliori alleati, utile per arginare e contrastare la diffusione del virus Covid-19.

La mascherina chirurgica a tre veli è quindi entrata a far parte della vita quotidiana di ciascuno di noi. La indossiamo sempre quando occorre e la portiamo tutti giorni con noi, consci che la tutela della propria salute e di quella degli altri sia la cosa più importante da salvaguardare.

Classificate come Dispositivi Medici (DM), le mascherine chirurgiche sono nate per proteggere noi stessi e le persone che ci circondano. Ne esistono di vari tipi, a seconda della capacità filtrante, della capacità protettiva per chi le indossa e della resistenza respiratoria.

Mascherine monouso chirurgiche: Dispositivo Medico

Le Mascherine monouso chirurgiche possono essere classificate come Dispositivi Medici quando le proprietà delle stesse mascherine sono state sottoposte a test sulla base della norma di riferimento europea EN14683:2009. Ai fini di certificazione del prodotto come DM, dunque, vengono condotti diversi test clinici presso strutture adeguate, idonee e autorizzate. 

Droplet

Quando si parla di Mascherine chirurgiche, inevitabilmente si arriva a parlare di droplet (o droplets). Si tratta di un altro termine entrato ormai nel linguaggio comune a seguito della diffusione del virus Covid-19. Letteralmente droplet significa “gocciolina” in inglese. Con questo termine però si vogliono indicare tutte quelle goccioline, costituite principalmente da acqua, che cadono a terra rapidamente dopo essere state prodotte.

Il droplet è prodotto naturalmente attraverso starnuti, colpi di tosse, conversazione, vomito e respirazione. Queste particelle aerodisperse hanno un diametro superiore a 5 micron e costituiscono a tutti gli effetti un veicolo di trasmissione aerea di agenti infettivi. Queste goccioline sono responsabili della diffusione di microrganismi (come batteri e virus) che possono portare infezioni e malattie del sistema respiratorio. Il droplet riesce ad accedere all’interno dell’organismo umano veicolato dall’aria, passando attraverso naso, bocca ed occhi; per questo motivo è così importante indossare la mascherina chirurgica e rispettare ogni norma volta alla sicurezza della propria salute e di ogni persona attorno a noi.

Mascherina chirurgica: capacità filtrante e struttura

Le mascherine chirurgiche hanno tre diversi strati filtranti, realizzati con filamenti di polipropilene intrecciati che vanno a comporre il cosiddetto tessuto non tessuto – TNT. Il TNT è un prodotto industriale, simile ad un tessuto, ma ottenuto tramite procedimenti diversi dalla tessitura e dalla maglieria. Le fibre di TNT hanno un andamento casuale e sono prive di una struttura ordinata. Solitamente le fibre sono disposte a strati, oppure incrociate, e sono unite tra loro da un processo meccanico o da uno termico.

Ciascuno strato delle mascherine monouso chirurgiche presenta un diverso spessore e una densità difforme. Affinché si possano indossare agevolmente, sono dotate di due piccoli e morbidi elastici laterali, da passare dietro le orecchie e fermare così la mascherina al volto.

La capacità filtrante di una mascherina è rappresenta dalla capacità della stessa di bloccare e filtrare i droplet, sia in entrata e in uscita. Le mascherine chirurgiche sono utili più per bloccare le particelle aerodisperse che cercano di fuoriuscire da bocca e dal naso di chi le indossa. Servono quindi maggiormente a proteggere le persone che ci circondano, piu che chi le indossa. Per avere una valida capacità filtrante, con riferimento ai virus, sia in entrata che in uscita,  si deve ricorrere a Dispositivi di Protezione Individuale, come, ad esempio, le FFP2 o le KN95.

Come riconoscere le mascherine chirurgiche certificate (DM)

Affinché una mascherina chirurgica possa essere definita Dispositivo Medico (DM) e riconosciuta come tale, deve rispettare le prescrizioni contenute nella norma EN14683 e sulla confezione devono essere presenti alcune diciture obbligatorie, quali:

  1. Marchio CE
  2. Dicitura Dispositivo Medico oppure la sigla DM e nello specifico indicare la classe 1
  3. Codice EN 14683 che rappresenta la norma tecnica che disciplina e stabilisce i requisiti minimi qualitativi che una mascherina chirurgica deve rispettare. Tutto questo a garanzia della capacità filtrante adeguata e per assicurare un’ottima respirabilità.

Se anche una sola di queste diciture dovesse mancare, non si può classificare la mascherina chirurgica come Dispositivo Medico, quindi non può essere utilizzato in contesti quali ospedali e strutture sanitarie.

Se non certificate come DM, le mascherine chirurgiche possono essere considerate come mascherine per la collettività o per uso civile.

Alle mascherine per la collettività si fa riferimento al secondo comma dell’articolo 16 del Decreto Legge Cura Italia. Si tratta di un “terzo tipo” di presidio il cui significato è chiarito dalla circolare del Ministero della Salute n. 0003572-P del 18 marzo 2020 (la Circolare n. 3572/2020). Sono definite come mascherine che possono essere utilizzate da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale”, benché “prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull'immissione in commercio”.

È comunque possibile che siano disponibili in commercio, dei dispositivi medici senza codice EN 14683 e senza il marchio CE. Queste mascherine sono dispositivi che rispettano tutti i requisiti previsti dalla legge, ma che non sono state sottoposte a tutti i controlli del caso. Sono arrivate sul mercato grazie ad una deroga del governo, per far sì che fosse possibile rispondere alla richiesta crescente a causa della pandemia.

Quanto indossarle

Le mascherine chirurgiche certificate sono Dispositivi Medici monouso, ossia possono essere indossate e utilizzate solamente una volta. Assolto il proprio compito, devono essere cestinate. Non è possibile riutilizzarle più volte perché a quel punto avrebbero perso la propria capacità filtrante e non si possono igienizzare, in quanto l’igienizzazione rischia di danneggiare il materiale di cui sono composte (TNT), azzerarando o comunque compromettendo il potere filtrante della mascherina.

Le mascherine chirurgiche smettono di offrire protezione dopo 4 ore di utilizzo continuativo. Trascorse le quattro ore devono essere cestinate. È importante, inoltre, maneggiarle dagli elastici, senza toccare direttamente la superficie di tessuto filtrante con le mani.

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