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Mascherina protettiva Made in Italy: come riconoscere e scegliere la qualità

La necessità di indossare delle mascherine, causata dalla pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo, ha fatto che sì che sul mercato arrivassero prodotti di ogni possibile tipologia. Inizialmente la maggior parte di queste mascherine era prodotta all’estero, spesso in Cina. Con il passare dei mesi, ecco però che sono arrivate sul mercato anche mascherine Made in Italy al 100%, che in molti preferiscono scegliere. Davanti ad una mascherina protettiva Made in Italy viene però naturale chiedersi come riconoscere la sua qualità.

Come sono fatte e quanto proteggono

Una mascherina protettiva Made in Italy può essere chirurgica, filtrante oppure di comunità. Cerchiamo di capire insieme come sono fatte queste tipologie di mascherine, quanto proteggono e come accertarsi che si tratti di un prodotto di qualità.

 

Le mascherine chirurgiche sono dei dispositivi medici. Proprio per questo motivo devono rispettare dei requisiti ben precisi. Devono infatti attenersi alla norma Dir. 93/42/CEE che riguarda tutti i dispositivi medici in commercio e alla norma tecnica EN 14683, che attesta l’efficacia filtrante della mascherina e la respirabilità. Queste diciture devono ovviamente essere presenti e ben indicate sulla confezione della mascherina protettiva Made in Italy che si decide di acquistare. Sono mascherine che non proteggono la persona che le indossa, ma gli altri. Sono utili quindi solo se tutti le indossano.

 

Le mascherine filtranti possono essere FFP2 o FFP3. Si tratta in questo caso di dispositivi di protezione individuale. Questo significa che non proteggono solo gli altri, ma anche la persona che le indossa. La mascherina FFP2 ha un potere filtrante del 94% mentre la FFP3 ha un potere del 98%. Al momento in cui si decide di scegliere una mascherina protettiva Made in Italy filtrante, è bene controllare che sia ben indicato che si tratta di DPI in categoria III . Solo se questo è ben specificato, significa che quella mascherina è stata soggetta a tutti i controlli del caso prima di essere messa in commercio. Deve essere presente anche l’indicazione della normativa tecnica di riferimento EN 149:2001+A1:2009 e, ovviamente, il marchio CE.

Mascherina protettiva Made in Italy: usa e getta o lavabili

Quando si parla di mascherina chirurgica, si intende quella usa e getta, che è oggi disponibile non più solo nel classico colore azzurro tipico degli ospedali, ma anche in molte altre colorazioni e persino in svariate fantasie. Essendo usa e getta, questa mascherina deve essere buttata nella spazzatura dopo ogni utilizzo.

 

Questo non è da considerarsi di per sé come un dato negativo, dato che ci costringe ad evitare contaminazioni e a vivere quindi nella massima igiene possibile.

 

I dispositivi medici lavabili sono un’ottima alternativa alle classiche mascherine chirurgiche. Attenzione, non stiamo parlando delle mascherine di comunità in tessuto, che non possono essere considerati dispositivi medici. I dispositivi medici lavabili possono essere lavati ovviamente solo un numero limitato di volte, da 5 a 30 di solito. Possono essere realizzate in vari tessuti, sempre multistrato, e in varie colorazioni e fantasie.

 

Le mascherine FFP2 e FFP3 sono sempre usa e getta. Ne esistono delle versioni simili lavabili, come ad esempio le mascherine in tessuto con tasca per il filtro. È molto importante però controllare che siano davvero assimilabili ad una FFP2 o ad una FFP3, il rischio altrimenti è di acquistare una mascherina per la comunità.

 

Veniamo infine proprio alle mascherine per la comunità. Le mascherine per la comunità in tessuto sono sempre lavabili, alcune capaci di garantire una valida protezione anche dopo moltissimi lavaggi. Anche alcune mascherine usa e getta però possono essere pensate per la collettività, mascherine in stile chirurgico che per il momento però non sono riuscite ancora ad ottenere le certificazioni del caso. Come capire se sono di qualità? Devono essere di una dimensione giusta, così che sia possibile coprire adeguatamente sia il naso che la bocca. Devono essere realizzate in almeno tre strati, per evitare che il droplet possa fuoriuscire. È possibile anche fare una prova. Indossando la mascherina deve essere impossibile spegnere una candelina!

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